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Storie dei nostri Emigranti

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Storie incredibili dei nostri Emigranti

Per molti Calabresi il loro sogno era di poter emigrare in Canada o gli Stati Uniti
 
 Pero'....................................

Non tutti gli Emigranti che sono venuti a trovare il Nord America trovarono il loro sogno. Tutti coloro che sbarcarono ad Ellis Island o Pier 21 nel periodo delle grandi migrazioni assistirono ad incredibili storie di angoscia e stragrandi drammi umani:

''Monongah, la Marcinelle americana'': 100 anni fa il sogno infranto di molti calabresi
 


Era il 6 dicembre del 1907, quando nelle miniere n°6 e n°8, gestite dalla Fairmount Coal Company, una serie di esplosioni causano una ecatombe di vite umane; quella terribile esplosione, una fuga di gas, spense per sempre i sogni di quei 1000 minatori, tra essi oltre 350, si calcola ufficialmente, di età compresa tra 13 e 50 anni, erano italiani in gran parte provenienti dall'Abruzzo, dalla Calabria, dal Molise e dalla Campania. Un bilancio terrificante che soltanto l'opera tenace di padre Everett Francis Briggs, scomparso lo scorso anno, ha permesso di non far finire nell'oblio e che soltanto da qualche anno l'Italia, grazie all'impegno di ricercatori, editori e giornalisti, ha potuto riscoprire. Molti di questi, 171 italiani identificati, provenivano da San Giovanni in Fiore, Castrovillari, San Nicola dell’Alto, Falerna, Gizzeria, Civitella Roveto, Duronia, Civita d’Antino, Canistro, Torella del Sannio ed altre cittadine della Campania, Calabria, Abruzzo e Molise.

Le miniere 6 e 8 erano collegate al terreno circostante da ponti di acciaio sul West Fork River e da un labirinto di tunnel sotterranei. Un'enorme frana ostruì l'ingresso
principale della miniera numero 6 e della zona circostante, l'apertura principale fu bloccata dal rottame di due binari per carrelli adibiti al trasporto di minerale ferroso e da due motori elettrici a dimano. La struttura sotterranea crollò sotto una massa di pietre, metallo e legno. Alle 10 e 30 del mattino, minuto più minuto meno, una violenta esplosione fece crollare le vene 6 e 8 della miniera più importante della contea. Un vero e proprio terremoto che scosse la terra per oltre 13 kilometri, spazzando via case e strade, persone e animali, e  sradicando addirittura le rotaie della locale stazione ferroviaria. L'esplosione distrusse il sistema di ventilazione, causando una fuoriuscita di gas mortale che rimase intrappolato sotto le miniere. Laggiù, nelle viscere della terra, 478 minatori uomini e ragazzi, il viso annerito dal carbone, gli abiti dismessi, furono investiti in pieno dallo scoppio. Un misto di polvere di carbone, e gas metano che trasforma in pochi secondi i due tunnel in una camera ardente. Secondo le cifre ufficiali muoiono in totale di 362 uomini e ragazzi lasciando 250 vedove ed oltre 1000 bambini senza supporto.

Erano americani, polacchi e russi, ma sono sopratutto italiani. Centosettantuno. Una cifra spaventosa, che una corrispondenza da Washington del 9 marzo del 1908 (cioè dopo il completamento delle inchieste sulla tragedia del 6 dicembre 1907) sostiene che "il bilancio dello scoppio della miniera di Monongah avrebbe raggiunto un totale di 956 vittime, la maggioranza delle quali era italiana..." Il merito di aver riportato alla luce questa triste pagina di storia italiana è del settimanale “Gente d'Italia”, che, grazie alla determinazione del suo direttore Mimmo Porpiglia ha consentito agli italiani di conoscere la verità sullo scoppio di Monongah. Ed oggi, dopo cento anni, cosa rimane di quella tragedia?. I nostri governanti italiani si sono ricordati solo di Marcinelle dove quell'8 agosto del 1956, nella miniera Bois de Crazier, morirono in 262, di cui 136 italiani. Monongah con i suoi morti rappresenta oggi l'icona del sacrificio dei nostri lavoratori costretti ad emigrare per poter sopravvivere, ma Monongah dov’è? Oggi, a distanza di un secolo, per interessamento dei volontari e del governatore dello Stato della Virginia i nostri ignoti sono stati ricordati con il marmo di Carrara della loro terra d’Italia: una statua in loro onore eretta nella piazza centrale di Monongah, nella totale assenza dei rappresentanti italiani. Ciò che resta è un impressionante monumento "naturale" è rappresentato dalla cosiddetta collina di carbone, un cumulo creato da Caterina Davia, madre di quattro figli e vedova di un minatore rimasto seppellito nella miniera, che, sconvolta dalla scomparsa del marito, ogni giorno, per ventinove anni, si sarebbe recata alla miniera, distante tre chilometri, per prelevare un sacco di carbone che avrebbe poi svuotato accanto alla propria casa, ritenendo che in tal modo avrebbe alleviato il peso del terreno che gravava sul marito lì sepolto

Una tragedia  che non può essere dimenticata, ma che deve servire a ridare la voce a quegli uomini rimasti in silenzio per troppo tempo e che rappresentano il destino segnato di quanti sono partiti portandosi dietro il "sogno italiano".


DOCUMENTARIO DA GUARDARE:

Il film-documentario Monongah, Marcinelle americana è un film documentario che tratta del più grave incidente minerario della storia degli Stati Uniti, avvenuto il 6 dicembre 1907 a Monongah, nella Virginia Occidentale, nel quale persero la vita forse 950 minatori, in maggioranza italiani: mai è stato accertato il numero delle vittime poiché i lavoratori non erano registrati dall'impresa. Il luttuoso evento è il disastro più cruento nella storia dei minatori italiani emigrati.

Il film prodotto dalla Federazione Italiana Lavoratori Emigranti e Famiglie con il contributo del consiglio regionale per l'emigrazione e l'immigrazione d'Abruzzo ha attinto immagini storiche fornite dal Museo dell'Immigrazione di Ellis Island di New York, e da materiale fornito dal Museo dell'emigrazione italiana di Gualdo Tadino, dall'Istituto storico Ferruccio Parri di Bologna e dal museo etnografico di Bomba.

La pellicola narra le vicende dei componenti della famiglia abruzzese dei Basile che, come altri milioni di connazionali partirono dal nostro Paese, fra il 1891 e il 1910, alla volta degli Stati Uniti, attratti dalla speranza di una vita migliore.

Monongah con i suoi morti rappresenta oggi l'icona del sacrificio dei nostri lavoratori costretti ad emigrare per poter sopravvivere.

Bollettino della Sera: New York 28 dicembre 1907 dedicato al disastro di Monongah

 

Veduta del cimitero sulle colline di Monongah  Fotografia: Pietro Mazza © copyright 2002

Elenco approssimativo delle Vittime italiane di MONONGAH

6 dicembre 1907

Carlo ABBATE
Francesco ABBATE
Giuseppe ABBATE
Francesco ABRUZZINO
Angelo ADDUCCHIO
Antonio ADDUCCHIO
Pasquale ADDUCCHIO
Antonio ANCIELLO
Celestino ANCIELLO
Domenico ANCIELLO
Paolo ANCIELLO
Angelo ANGIOLILLO
Agostino BIASE
Francesco BAGNOLI
Antonio BASILE
Giovanni BASILE
Salvatore BASILE
Saverio BASILE
Giuseppe BELCASTRO
Serafino BELCASTRO
Angelo BERARDO
Celestino BERARDO
Felice BERARDO
Giacinto BERARDO
Vincenzo BERARDO
Antonio BITONTI
Rosario BITONTI
Giovanni BONASSO
Tomaso BORZONIA
Adolfo BRANDI
Vincenzo CAVALLARO
Giovanni CIAMBETIELLO
Liberato CIAMBETIELLO
Nicola CIAMBETIELLO
Domenico CIMINO
Giuseppe COLARUSSO
Nicola COLACIELLO
Felice COLANERI
Andrea COLANTUONO
Francesco COLARUSSO
Giuseppe COLARUSSO
Felice COLASESSANO
Nicola COLITTO
Antonio CONVERSI
Francesco CONDINO
Raffaele CUOCCIO
Vittorio DAVIA
Antonio D’ALESSANDRO
Giuseppe D’ALESSANDRO
Pasquale D’ALESSANDRO
Donato D’AMICO
Michele D’AMICO
Vittorio D’ANDREA
Pasquale D’ELIA
Giuseppe D’UVA
Michele D’UVA
Michele D’ONOFRIO
Pietro D’ONOFRIO
Antonio DE FELICE
Michele DE FELICE
Giuseppe DE MARIA
Sebastiano DE MARIA

 

Antonio DE PROSPERO
Clemente DI BARTOLOMEO
Domenico DI BARTOLOMEO
Giovanni DI JELSI
GiuseFelice DE PETRIS
ppe DE MARCO
Umberto DE MARCO
Angelo DI MARIA
Michele DI MARIA
Sebastiano DI MARIA fu Michele
Luca DI MARIO
Nicola DI PLACITO
Celestino DI SALVO
Fiorangelo DI SALVO fu Pietro
Fiorangelo DI SALVO di Antonio
Gioacchino DI SALVO
Giuseppe DI SALVO di Fedele
Giuseppe DI SALVO di Antonio
Vincenzo DI SALVO
Vitale DI SALVO
Ruggero DI SIPIO
Ventura DOSA
Armando FALLUCCO
Vincenzo FASANELLI
Giovanni FARESE
Giuseppe FERRARI
Luigi FEOLA
Carmine FERRARA
Giuseppe FERRARA
Matteo FERRARA
Prospero FIORANTONIO
Antonio FOGLIA
Pietro FRATEIACOVO
Antonio FRATINO
GiuseppeFUSARO
Francesco GAETANI
Antonio GALLO
Vincenzo GIACOBINI
Antonio GIOIA
Pietro GIOLIA
Raffaele GIRIMONTE
Francesco GUARASCIO
Domenico GUERRA
Gennaro IANIERO
Giuseppe IANIO
Pasquale LA VIGNA
Luigi LELLI
Giovambattista LEONETTI
Carmine LEROSE
Francesco LEROSE
Giovanni LOMBARDI
Salvatore LOPEZ
Francesco LORIA
Domenico MAINELLA
Antonio MANZO
Domenico MANZO
Leonardo MANZO
Michele MANZO
Giuseppe MARINETTI
Salvatore MARRA
Domenico MASCIA
Felice MASELLA
Michele MASTROPIERO
Cosmo MEO
Pietro MORSELLA
Giovanni OLIVERIO
Antonio OLIVITO
Antonio PASQUALE
Louis PATH
Basilio PELLILLO
Giacinto PELLILLO
Tommaso PERRI
Saverio PIGNANELLI
Nicola PIRROCCO
Berardino PRIOLETTA
Francesco PRIOLETTA
Pasquale PRIOLETTA
Pietro PRIOLETTA
Pietro PROVENZALE
Carmine PROZZILLO
Antonio RICCINTO di Domenico
Antonio RICCINTO di Nicola
Domenico RICCINTO
Pasquale RICCINTO
Antonio RINALDI
Giuseppe RINALDI
Raffaele RINALDI
Michele RIZZO
Luigi SCALISE
Giuseppe SERAFINI
Antonio SILLETTA
Francesco TODARO
Gennaro URSO
Antonio VEGLIA
Leonardo VELTRI
Domenico VENDETTA
Francesco VENDETTA
Antonio VERGALITO
Pasquale VERGALITO
Francesco (I)YACONIS
Giovanni (I)YACONIS
Pasquale (I)YANNACCONE
Francesco ZAMPINO
Carmine ZEOLI
Francesco ZEOLI
Sebastiano ZEOLI

e molti altri che non erano  registrati sui registri del loro datore di lavoro.

 


Clicca qui per vedere foto delle Navi i nostri emigranti usarono per emigrare alle loro diverse destinazioni

 

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